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mercoledì 6 aprile 2011

L’Aquila onora le vittime del sisma, la Del Fallo contro le istituzioni


La vice responsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti: “A due anni dal terremoto la situazione è ancora molto grave, tra speculazioni e ritardi”

Roma – Ieri notte a L’Aquila si è svolta la fiaccolata in memoria del terremoto del 6 aprile 2009, mentre la campana di piazza Duomo ha battuto trecentonove rintocchi, uno per ciascuna vittima. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, presente oggi a L’Aquila nella Basilica di Collemaggio, per partecipare alla messa di commemorazione per le vittime, ha promesso che “L’Aquila non sarà dimenticata”.
A distanza di due anni da quella terribile notte il capoluogo abruzzese è ancora una città piena di macerie, silenziosa, blindata, transennata. Essa rischia di spegnersi nell’oblio a causa delle tante promesse dimenticate.
Per un’effettiva ricostruzione, come ha spiegato anche Napolitano, è necessario il massimo sforzo di chi ha la responsabilità di amministrare, di governare, di risolvere i problemi, di rappresentare le istanze dei cittadini.
Lo stesso sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, è tornato a chiedere più attenzione per la città, in quanto la situazione è tutt’altro che risolta.

Barbara Del Fallo, vice responsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti, ha così dichiarato sulla questione: “A due anni dal terremoto la situazione è ancora molto grave, in quanto la ricostruzione è agli antipodi e la città è in fase di regressione. Nel famoso processo case è stato fatto poco, mentre c’è stata molta speculazione sugli incentivi per far ripartire l’economia della città.
Tante famiglie non sono ancora tornate a L’Aquila poiché non hanno più né casa né lavoro, e quelle che sono tornate vivono in alloggi provvisori e si ritrovano in una città ferma, senza potere economico.
Il centro storico continua ad essere morto e la vita si svolge, ormai, nella periferia invece che nel centro della città come una volta”.
La vice responsabile continua: “La responsabilità di tutto ciò è sia delle istituzioni centrali che di quelle locali.
Per quanto riguarda le prime, esse hanno speculato sulla tragedia per fini elettorali e poi se ne sono dimenticate, oggi tornano in città solo per la commemorazione.
E’ giusto commemorare le vittime ma, anche se il terremoto è una calamità naturale che non può essere prevista, ci sono lo stesso delle responsabilità soggettive: è assurdo che siano crollate le case e che siano morte tutte quelle persone. Qualcuno deve pagare, ma non l’ha ancora fatto.
L’Italia intera, non solo l’Abruzzo, deve mettersi in moto ed agire con regolamentazioni più strette e severe per evitare, per esempio, le infiltrazioni mafiose.
Per quel che concerne le istituzioni locali, invece, c’è un preoccupante ritardo sia da parte del sindaco Massimo Cialente sia di altri responsabili. Dopo due anni non c’è ancora un tavolo di concertazione concreta che permetta di pianificare interventi riguardo ad una città così importante”.

“A causa dello scandalo per la Sanità - incalza ancora la Del Fallo - l’Abruzzo è una regione che continua a regredire. Mi auspico una pronta presa di coscienza in modo da arrivare ad un forte e continuo attivismo che riesca a scuotere chi ci governa. Così non si può andare avanti. Sono inoltre – aggiunge – delusa dalla stampa sì nazionale, ma soprattutto locale. Nessuno si preoccupa di far conoscere la vera situazione dell’Aquila: c’è una sorta di atteggiamento omertoso da parte dei giornalisti locali e si continua a fare solo stampa filo-governativa”
.
In conclusione la vice responsabile abruzzese, per il movimento presieduto da Antonello De Pierro, afferma: “Sono stati stanziati troppi soldi subito e la speculazione edilizia li ha fatti sparire tutti, ma nessuno si informa o si preoccupa di capire cosa sia successo. Non si sono ascoltate nemmeno quali fossero le vere esigenze della gente e tutte le risoluzioni sono state fittizie. Hanno, infine, delegato tutto alla Protezione Civile, a coloro che chiamano volontari ma che sono pagati, mentre nessun altro è stato autorizzato nella gestione della ricostruzione, della sicurezza e così via. E’ stato fatto tutto in fretta, ma poi non se n’è saputo più nulla”.

martedì 11 gennaio 2011

Borghezio contro l’Abruzzo, per la Del Fallo veri “pesi morti” in Parlamento


La viceresponsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Invito il rappresentante del Carroccio a rimboccarsi le maniche affinché le infiltrazioni mafiose non provochino altre situazioni sciagurate”

“Nonostante siamo ormai abituati alle esternazioni un po’ audaci dell’onorevole Borghezio, se così si può ancora definire, credo che questa volta abbia superato ogni limite di decenza. Dire che la regione Abruzzo sia un peso è qualcosa di aberrante e indecoroso”. Questo il severo commento di Barbara Del Fallo, viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti, dopo le parole pronunciate dall’europarlamentare della Lega Nord, Mario Borghezio, che ieri ha inveito contro la regione intera, accusandola di essere “un peso morto per noi come tutto il Sud”, esortando gli abruzzesi a “uno scatto di dignità” invece di abbandonarsi a “lamentele e sceneggiate” in attesa di “aiuti dall’alto”. Prevedibili e sdegnate le reazioni del presidente della Regione, Gianni Chiodi, del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e delle opposizioni nazionali di PD e IdV che chiedono al Governo di prendere le distanze e domandare scusa ai terremotati e alla memoria delle vittime.

“Vorrei ricordare a Borghezio, che forse ha la memoria un po’ corta, quale immane disastro si sia abbattuto sull’Abruzzo nel 2009 – aggiunge la Del Fallo inasprendo la sua reprimenda –. Il terremoto è stato una catastrofe naturale, per stessa ammissione degli esponenti di Governo, anche se in verità, oltre all’intervento di Madre Natura, non va dimenticato il grave effetto negativo prodotto da forti responsabilità soggettive delle istituzioni, in particolare di quegli organi che hanno sottovalutato i rischi connessi alla precarietà di molti edifici poi crollati”.

La referente locale del movimento fondato da Antonello De Pierro, poi, rincara la dose, chiamando direttamente in causa le politiche governative e le pericolose collusioni con le mafie, spesso corree di tante tragedie italiane: “Piuttosto che puntare il dito senza senso, invito il rappresentante del Carroccio a rimboccarsi le maniche affinché le infiltrazioni delle organizzazioni criminali, che come è certificato esistono anche al Nord, non provochino, grazie al nulla osta di personaggi politici che hanno tanto da dire ma poco da fare, altre situazioni estreme e sciagurate come quelle abruzzesi”.

La Del Fallo, infine, affonda la sua ultima stoccata contro l’attuale maggioranza di centrodestra: “Inviterei l’eurodeputato Borghezio a guardarsi bene intorno, perché i veri pesi morti di questo Paese in realtà giacciono sugli scranni parlamentari più importanti e vengono portati in spalla, economicamente e non solo, da tutti i cittadini italiani, abruzzesi inclusi”.

mercoledì 10 novembre 2010

Berlusconi all’Aquila senza gli Aquilani, parla Barbara Del Fallo


La viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti: “Una passerella elettorale”

L’Aquila – Il ritorno all’ Aquila dopo nove mesi di Silvio Berlusconi suscita polemiche e interrogativi. Intervenuto alla premiazione di forze dell’ordine e associazioni per il loro impegno nel dopo - terremoto, il Presidente del Consiglio non ha incontrato i cittadini evitando anche un confronto con i sindaci dei luoghi colpiti dal sisma , sindaco dell’ Aquila Cialente in testa, che chiedono ancora cosa ne sarà di loro.
“La situazione politica nazionale ha suggerito a Silvio Berlusconi di ritorno dal Veneto, una deviazione elettorale all’Aquila – ha dichiarato Barbara Del Fallo, viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti –, la ricostruzione del capoluogo abruzzese e dei paesi limitrofi è ancora a livelli embrionali e i cittadini protestano ogni giorno senza che politici nazionali e organi di stampa diano loro ascolto. Il fatto che il Presidente del Consiglio non abbia voluto incontrare i politici locali evidenzia la povertà o forse l’inesistenza di risposte da poter o voler dare ”.

Concludendo, l’esponente regionale del movimento guidato da Antonello De Pierro ribadisce: “Nonostante una situazione insostenibile a livello sociale ed economico il capo del governo tace sull’emergenza ancora in atto in Abruzzo ed esorta i cittadini italiani al pagamento delle tasse, ma farlo all’Aquila, dove i cittadini sono ancora spaesati e molti senza casa né lavoro risulta alquanto triste e disonesto”.

venerdì 5 novembre 2010

Imprese post-terremoto aquilano colluse con ‘ndrangheta, l’ira della Del Fallo


La viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti: “È la storia italiana che si ripete. L’omertà ha nascosto problemi nell’edilizia già precedenti alla catastrofe”

La Procura distrettuale antimafia del capoluogo abruzzese ha interrotto l’attività di tre ditte edilizie impegnate nella ricostruzione post-terremoto, presumibilmente collegate alla ‘ndrangheta. “Le infiltrazioni mafiose erano prevedibili – ha dichiarato Barbara Del Fallo, viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti –, in quanto era chiaro che l’accaduto avrebbe attirato l’interesse dell’edilizia nazionale, ma non è un problema di oggi. La stessa catastrofe è senza dubbio imputabile a responsabilità soggettive e all’omertà dilagante negli uffici preposti, poiché alcuni edifici non sarebbero nemmeno dovuti crollare”.

Delle aziende implicate, due sarebbero settentrionali e una del Sud, quella che al momento risulterebbe maggiormente coinvolta. Osserva la Del Fallo: “Saviano docet: le infiltrazioni mafiose nel ‘settore del mattone’ ci sono sempre state. Le macerie aquilane sono il risultato di un lavoro che nasce nelle mani delle organizzazioni di stampo criminale. L’accaduto è l’effetto di una situazione degradante che gli stessi media hanno sempre taciuto”.

Concludendo, l’esponente regionale del movimento guidato da Antonello De Pierro ribadisce: “La storia italiana ci insegna che la speculazione edilizia e la corruzione sono caratteristiche del nostro Paese e tutti avrebbero dovuto essere più vigili e denunciare precedentemente queste gravi vicende per evitare ciò che poi si è verificato. Ora si parla del post-terremoto, ma la realtà è che quello a cui stiamo assistendo oggi non è altro che la reiterazione di una cattiva abitudine italiana”.

mercoledì 22 settembre 2010

A Teramo arrestato assessore alla Sanità, l’opinione della Alfieri


La viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti: “Siamo di fronte al più classico esempio di conflitto di interesse, gli abruzzesi beffati ancora una volta”

L’Aquila – È di questa mattina la notizia dell’arresto nel teramano dell’assessore alla Sanità della Regione Abruzzo, Lanfranco Venturoni. Il provvedimento è stato emesso dalla procura di Pescara a seguito di un'inchiesta sui rifiuti attivata nel 2008. Con Venturoni, è stato arrestato l’imprenditore Di Zio, proprietario della Deco Spa azienda del settore rifiuti, e indagate altre 12 persone, tra le quali spiccano i nomi dei senatori del PdL, Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano, e del sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi. Gli avvisi di garanzia sono arrivati a destinazione mentre gli indagati stavano cercando di realizzare un inceneritore in Abruzzo.
Interviene per esprimere la sua opinione in proposito la viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti, Concetta Alfieri: “Troppi sono gli interessi in ballo in questa storia. Venturoni è accusato, in veste di presidente del Consiglio di amministrazione della Team Spa, società che si occupa della gestione ambientale dei rifiuti, di aver favorito le aziende per aggiudicare loro i
lavori di realizzazione di un impianto di bioessiccazione dei rifiuti, proprio nel territorio di Teramo. È evidente che in qualità di assessore, Venturoni avrebbe avuto un ruolo fondamentale nella vicenda traendo vantaggio economico per la sua azienda e per quelle dei suoi compagni. Siamo di fronte – continua l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – al più classico esempio di conflitto di interesse; i politici di centro-destra hanno imparato bene questo ruolo, non possono fare diversamente avendo come ‘maestro’ eccellente, un leader nazionale quale il presidente del Consiglio”.
Immancabilmente, secondo la Alfieri, arriva l'attestato di solidarietà del presidente della Regione Gianni Chiodi: “Ci aspettavamo un atto di indignazione, ma niente. Come da copione Chiodi non si smentisce, per lui la parola corruzione non ha nessun valore. Tra colleghi si fa quadrato, si fa gruppo. Gli abruzzesi – conclude con sarcasmo – hanno dato fiducia a quello che sembrava il partito degli onesti, al nuovo che avanzava. E sono stati smentiti, beffati, ancora una volta, spudoratamente, irresponsabilmente”.

mercoledì 15 settembre 2010

A Pescara 4 mesi di attesa per un’ecocardiogramma, lo sdegno della Alfieri


La responsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti: “Gli abruzzesi non ci stanno, con la salute non si scherza, non è oggetto di scherno”

L’Aquila – “I disservizi per le prestazioni sanitarie raggiungono un picco altissimo come mai registrato: gli utenti percorrono autentici calvari per ottenere anche le prestazioni di base, gli anziani sono spediti come pacchi da una struttura all'altra complice la disorganizzazione totale dei nosocomi più grandi a fronte delle chiusure di quelli più piccoli previsti dal piano regionale di dismissione selvaggia. Se per l'Abruzzo l'estate appena trascorsa è stata caldissima, in materia di Sanità si prospetta un autunno bollente”. Con queste parole la viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti, Concetta Alfieri, si esprime sul nuovo caso di disservizio nella sanità abruzzese: a denunciare l’accaduto un cittadino pescarese di nome Ennio Romualdi che dal luglio scorso è in attesa di poter effettuare un esame diagnostico presso una delle strutture pubbliche preposte, e che dovrà attendere ancora sino a gennaio 2011. Causa del lungo ritardo, l’esubero delle richieste di prenotazione e la mancanza di strutture in grado di soddisfarle.
“Il caos è completo, il Servizio sanitario è tornato indietro di decenni – continua la Alfieri – ospedali come quelli di Chieti, Vasto, Teramo, Pescara sono in piena fibrillazione e intenti in parte a ricevere il personale dismesso, proveniente dagli ospedali chiusi, e in parte le migliaia di prenotazioni degli esami. Le liste di attesa sono lunghe di mesi e mesi: a Chieti si va dagli 8 ai 9 mesi per una mammografia, a Vasto per un risonanza magnetica occorrono oltre 5 mesi. Il quotidiano regionale Il Centro è letteralmente subissato dalle numerose segnalazioni di disfunzioni a seguito di un’iniziativa promossa i primi di settembre atta a mappare la dimensione del problema. Eppure sono passate appena due settimane dall'incontro del presidente Chiodi con il ministro Fazio, entrambi si sono affannati a dare delle risposte convincenti ai numerosi sindaci abruzzesi mobilitati per l'occasione, impegnati anche a turnover di presidi permanenti negli ospedali dismessi. Le parole pronunciate dal ministro che parlavano di come l'Abruzzo avrebbe avuto in tempi molto brevi una Sanità invidiabile – continua l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – sanno di beffa o dimostrano che Gianni Chiodi, con molta irresponsabilità, non si rende conto della reale situazione e, chiedendo l'ausilio del ministro, cerca di superare il momento critico con le solite operazioni di facciata, con le solite promesse di ritorno dell’efficienza a breve”.
E proprio a Chiodi, la Alfieri rivolge il suo ammonimento: “Gli abruzzesi non ci stanno presidente, con la salute non si scherza, non è oggetto di scherno”.

giovedì 22 luglio 2010

Infiltrazioni camorristiche nella ricostruzione dell’Aquila, la reazione della Alfieri


La viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti: “Posso dire con franchezza che siamo di fronte ad una non notizia poiché tutti sapevamo. Si vada fino in fondo e si facciano i nomi degli imprenditori aquilani coinvolti”

L'Aquila – La Guardia di Finanza ha arrestato sei persone appartenenti al clan dei Casalesi ree di aver tentato di mettere le mani su alcuni appalti per la ricostruzione dell’Aquila. L’operazione denominata “untouchable” è scattata a seguito di un lungo periodo di intercettazioni dalle quali è emerso con chiarezza come gli arrestati disponessero l’invio di denaro necessario a finanziare le imprese che venivano poi costituite all’Aquila per loro conto, e attraverso le quali si aggiudicavano i lavori per la ricostruzione. “Posso dire con molta franchezza – ha detto Concetta Alfieri, viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti – che stiamo parlando di una non notizia visto che da tempo si sapeva delle infiltrazioni della camorra nella ricostruzione aquilana. Grazie al lavoro svolto dai finanzieri, però, ora il problema sta venendo a galla in tutta la sua gravità, abbiamo i primi arrestati e stanno emergendo anche pesanti coinvolgimenti di costruttori aquilani che hanno fatto affari con persone appartenenti al clan dei Casalesi.”
L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha visto impegnati circa 500 militari e ha portato al sequestro di 21 società, 118 immobili ed altri beni per un valore complessivo di 100 milioni di euro. “Senza intercettazioni – ha proseguito l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – l’operazione messa in atto con successo della Guardia di Finanza non sarebbe stata possibile. Mi auguro che questa vicenda possa essere di monito per il governo che sta cercando caparbiamente di far approvare da tempo il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche, per limitarle e circoscriverle nel tempo e nei modi. Questa è la riprova della loro importanza e di quanto esse siano determinati ai fine delle indagini messe in atto dalle forze di polizia”.

venerdì 2 luglio 2010

L’Italia dei Diritti appoggia manifestazione per l’Abruzzo a Roma


Barbara Del Fallo, viceresponsabile abruzzese del movimento: “Piazza Venezia sarà gremita di persone che alzeranno la voce contro le promesse mai mantenute della classe politica”


L’Aquila – “Come movimento a sostegno dei cittadini e contro ogni sopruso commesso, spingeremo affinché il messaggio di aiuto del comitato cittadino 3e32 possa essere diffuso. La piazza sarà gremita di persone che alzeranno la voce contro le promesse mai concretamente mantenute dalla nostra classe politica”. Le parole della viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti, Barbara Del Fallo, esprimono entusiasmo per la manifestazione organizzata dalla rete cittadina aquilana 3e32 che si terrà in Piazza Venezia a Roma, il giorno 7 luglio alle ore 10.00. Sventolando i colori nero, in segno di lutto, e verde come simbolo della speranza, il comitato aquilano e l’Italia dei Diritti sperano nella partecipazione di molti affinché l’Sos lanciato per la ricostruzione dell’Aquila e dei borghi devastati dal terremoto, venga accolto.
‘Io sto con L’Aquila’ sarà il grido di battaglia di tutti manifestanti che scenderanno in piazza, reclamando maggiori garanzie per i lavoratori disoccupati, cassintegrati e precari, la sospensione delle tasse per almeno 5 anni e la restituzione delle stesse senza interessi, il congelamento di mutui e prestiti, e misure più efficaci in grado di far ripartire le attività economiche e commerciali.
“Conosco personalmente le iniziative a cadenza settimanale promosse dal comitato 3e32, e non posso non appoggiarle – afferma l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –. Queste aggregazioni volontarie cercano di vigilare, attraverso convegni, manifestazioni ed eventi culturali, sull’operato dell’attuale classe politica, caratterizzato da una evidente negligenza e da una costante corruzione dell’opinione pubblica. I problemi degli abruzzesi vengono taciuti o comunque veicolati a favore dei governanti. I principali organi di stampa nazionali e locali non sono certo d’ausilio a divulgare la realtà in questione. Spetta a noi cittadini alzare la voce – conclude la Del Fallo –, e qualcuno, finalmente, dovrà rispondere”.

mercoledì 30 giugno 2010

Regione Abruzzo taglia 8 Comunità Montane, la critica della Del Fallo


La viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti: “Che ne sarà di tutti i servizi sociali prima garantiti dagli enti montani?”


Pescara, 30 Giugno 2010 – “Una ridefinizione territoriale senza alcuna logica”. Telegrafico e polemico il commento di Barbara Del Fallo, viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti, circa la decisione del Consiglio regionale di abolire otto comunità montane, portandone il numero da 19 a 11. Il provvedimento, votato in assemblea favorevolmente da Pdl e Pd, è stato invece aspramente criticato dall’Idv, in quanto ritenuto un escamotage formale, buono per attuare le linee guida del Governo centrale, ma che non risolve il problema del taglio degli enti territoriali e la razionalizzazione economica. Un’opposizione cui si associa la Del Fallo: “ C’è un’assoluta mancanza di logica nei criteri stabiliti per ridefinire l’assetto territoriale e l’accorpamento dei Comuni. Ci ritroveremo con enti formati da paesi montani e marittimi anche molto distanti, e che pertanto avranno poche possibilità di interagire tra loro”. L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro giudica “superficiale, frettoloso e a senso unico” l’operato della Regione Abruzzo: “Preoccupati di mettere al più presto in atto le linee dettate da Roma, gli amministratori regionali non hanno neanche ritenuto opportuno convocare i rappresentanti delle Comunità montane o quantomeno valutare le loro istanze. Da membro di un movimento a difesa del cittadino quale l’Italia dei Diritti – conclude la viceresponsabile per l’Abruzzo – non posso fare a meno di chiedermi che fine faranno tutti quei servizi, in primis nel campo dell’assistenza sociale, prima garantiti dalle comunità montane”

mercoledì 21 aprile 2010

L’Aquila nega cittadinanza a Bertolaso, la Del Fallo approva

La viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti: “Il Comune fa bene a non dare tale onorificenza a chi ha gestito la ricostruzione in maniera cosi maldestra”

L’Aquila – “Il voto di ieri dimostra la necessità di abbandonare tale mozione”. E’ questo il commento della viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti, Barbara Del Fallo, alla notizia della votazione sfavorevole al conferimento della cittadinanza onoraria a Guido Bertolaso da parte della commissione statuto del Comune dell’Aquila. Seduta che ha visto 14 voti contro la proposta, 2 favorevoli e un astenuto.“ Come Italia dei Diritti abbiamo sottolineato più volte la maldestra ricostruzione che la Protezione Civile sta effettuando. Anche tramite esperienza personale ho potuto toccare con mano la posizione egemone di questa associazione di volontariato, che ormai non ha nulla di tutto ciò, trasformata in una istituzione. Ho potuto capire che la concezione di volontariato in Italia deve essere rivista. La Protezione Civile – continua la Del Fallo – è un ente che ha un potere smisurato rispetto alle decisioni che si devono prendere in questa ricostruzione”. L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro termina aggiungendo: ”L’ente di Bertolaso ha avuto un ruolo troppo centrale nella ricostruzione del complesso cittadino dell’Aquila con il Governo. Le amministrazioni locali e le popolazioni locali sono state prese in considerazione in seconda battuta su molte decisioni. Visto il mancato coinvolgimento della cittadinanza in tali vicende, e una sorta di protagonismo di Bertolaso, il Comune dell’Aquila fa bene a non dare tale onorificenza a questo personaggio. Inoltre è anche vero che L’Aquila è stata aiutata anche da molte altre associazioni”.

lunedì 1 marzo 2010

Manifestazione per i diritti sociali a Pescara, il sostegno di D’Alessandro


Il responsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti: “Speriamo che le mobilitazioni riescano a sensibilizzare il Governo”

“Siamo completamente d’accordo con chi manifesta, affinché siano garantiti i diritti fondamentali”. Commenta così Emiliano D’Alessandro, responsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti, la notizia riguardante la mobilitazione pro diritti sociali, che si è svolta oggi in quel di Pescara. 'I dritti alzano la voce', questo il titolo dell’iniziativa cui hanno aderito diverse associazioni che operano nel volontariato e nel terzo settore. “In una fase storica in cui si è persa completamente la visione della dignità dell’individuo in quanto tale - continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - credo si debba chiedere la riqualificazione dei diritti fondamentali dell’uomo. Oggi assistiamo ad un’escalation che coinvolge gente costretta a pranzare nei centri di accoglienza istituiti dalle associazioni di volontariato e si tratta, in molti casi, di persone che hanno un lavoro. Tutto ciò, per non parlare della condizione precaria dei nostri giovani. Mi associo ad una manifestazione dove si rivendicano i diritti, a discapito di una logica che pretende individui che riescano ad andare avanti solo con l’arte della furberia. L’auspicio è che tali iniziative possano attirare l’attenzione di chi guida il paese”.

martedì 23 febbraio 2010

Ricostruzione all’Aquila a imprese non abruzzesi, lo sdegno di D’Alessandro



Il responsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Occorre fare chiarezza sulle gare d’appalto e appurare come è stato possibile scartare i lavoratori edili locali”

“Sarebbe interessante sapere come sono avvenute le gare d’appalto relative ai lavori nel capoluogo abruzzese, anche alla luce delle vicende recenti che hanno coinvolto la Protezione Civile. Da parte mia c’è profondo sdegno per la poca attenzione rivolta a queste situazioni dell’Abruzzo. Mi chiedo se si tratti di totale assenza di controllo oppure se c’è una volontà precisa, magari a vantaggio dei soliti noti. La mia vuole essere una denuncia sulla denuncia”. È quanto dichiarato dal responsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti, Emiliano D’Alessandro, che ha espresso tutto il suo disappunto verso il problema, segnalato dal segretario regionale della Filca Cisl, Pietro Di Natale, in merito all’esplosione della cassa integrazione nel settore edile della provincia aquilana che, a fine 2009, è aumentata del 62%. E così, mentre per il ‘progetto case’ e la ricostruzione le imprese edili non del posto hanno impiegato soprattutto manodopera straniera o proveniente da altre regioni, gli operai aquilani sono a casa e con lo stipendio ridotto.

“Bisogna fare chiarezza su questa vicenda – ammonisce il rappresentante territoriale del movimento capeggiato da Antonello De Pierro –. È necessario indagare sulle varie modalità di acquisizione dei lavori di ristrutturazione e appurare come è stato possibile che i dipendenti edili locali siano stati scartati. Il governo Berlusconi continua a spacciare come grandissima la ricostruzione dell’Aquila, ma poi, se si va a parlare con la cittadinanza, ci si accorge che tutto ciò non è avvenuto e permangono ancora profondi disagi”.

lunedì 15 febbraio 2010

La protesta degli aquilani, la solidarietà della Del Fallo


La viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti: “Siamo al fianco dei cittadini, cui deve essere restituita la dignità”.


L’Aquila, 15 febbraio 2010 - L’Italia dei Diritti esprime sostegno e vicinanza ai cittadini aquilani che al grido di ‘noi non ridevamo quella notte!’ hanno manifestato all’interno della zona rossa in seguito all'episodio, emerso nell’ambito dell'inchiesta sul G8, legato alle risate di sciacalli che hanno visto nel terremoto un affare su cui lucrare. “Sono mesi che il nostro movimento sta tentando di sollevare la problematica relativa alla speculazione nelle opere di ricostruzione”. E’ il commento della viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti Barbara Del Fallo. “Quelle parole - continua l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - pronunciate da un addetto ai lavori, mentre si consumavano tragici eventi, sono vergognose. A questo punto è lecito pensare che già in quel momento c’era chi aveva le mani in pasta. Non dimentichiamo che la devastazione nel capoluogo abruzzese è il frutto di responsabilità soggettive. Le stesse che, temiamo, siano già belle e pronte a riaprire un nuovo e terrificante scenario. Noi – conclude la Del Fallo - restiamo al fianco degli aquilani, lo siamo stati in tutti questi mesi e lo saremo fino a che un minimo di dignità sarà restituita ad una collettività sconvolta e fino a quando, soprattutto, la ragione della coscienza civile prevarrà sugli interessi di parte”.

mercoledì 10 febbraio 2010

Impiegata truffa le Poste in Abruzzo, il commento della Del Fallo


La responsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Servono più controlli nei pubblici uffici”


L’Aquila – “Quanto accaduto conferma come un maggior controllo all’interno di tutti gli uffici pubblici sia doveroso, perché è risaputo che viga un regime di ‘laissez-faire’ che può dar vita a episodi analoghi”. Così Barbara Del Fallo, responsabile per la Regione Abruzzo dell’Italia dei Diritti, commenta l’arresto di una sessantatreenne di Chieti, dipendente di Poste Italiane, che in pochi anni è riuscita a sottrarre oltre 750.000 euro a ignari risparmiatori attraverso un sistema sofisticato che l’impiegata metteva in atto a contabilità chiusa, evitando così di modificare il bilancio di cassa di fine giornata.
Le vittime della frode fortunatamente sono già state risarcite da Poste Italiane, verso cui la responsabile abruzzese del movimento presieduto da Antonello De Pierro esprime il dovuto plauso: “Non posso che essere contenta di quest’azione tempestiva da parte di Poste Italiane – conclude la Del Fallo –, ma credo che si dovrebbe agire a monte con un regime di controllo più capillare, perché aver accumulato un capitale così oneroso significa aver agito indisturbati per anni”.

martedì 9 febbraio 2010

Educazione ambientale tra i banchi di scuola in Abruzzo, il commento di D’Alessandro


Il responsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Imparare a riciclare? Una proposta sicuramente da premiare”

L’Aquila – È di questi giorni l’iniziativa promossa dal Wwf, in collaborazione con il Consorzio nazionale per il riciclaggio dei rifiuti a base di polietilene, Polieco, per portare avanti un progetto mirante a diffondere tra i banchi di scuola un’educazione ambientale sul tema scottante dello smaltimento. Beneficiari dell’impresa i bambini delle scuole dell’infanzia residenti nei comuni delle province dell’Aquila, Pescara e Teramo, colpite dal terremoto.
“Non posso che essere favorevole ad una proposta che porta una maggiore sensibilizzazione su questo tema nel nostro Paese, anche dal punto di vista dei più piccoli” afferma il responsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti Emiliano D’Alessandro.
“Maggiore sensibilità verso questi argomenti e in generale un ritorno ad una più diffusa educazione civica – continua l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – è la giusta via per poter ricostruire. È però con una punta di sarcasmo che mi viene da pensare che le case distrutte dal sisma hanno creato rifiuti da dover sgomberare: dovremmo forse rispedire i nostri costruttori a scuola?”.

martedì 2 febbraio 2010

Proroga esenzione pedaggio sfollati dell’Aquila, parla D’Alessandro



Il responsabile dell’Italia dei Diritti per l’Abruzzo: “Tale provvedimento è un atto dovuto.”

Secondo i dati forniti dal Comune dell'Aquila sono 6252 i cittadini che vivono sulla costa o fuori provincia e che sono costretti a fare i pendolari con il capoluogo abruzzese.
Il governatore della Regione Chiodi ha deciso di prolungare il periodo di esenzione dal pagamento dei pedaggi autostradali per i terremotati; in merito a tale problematica il responsabile dell’Italia dei Diritti per l’Abruzzo, Emiliano D’Alessandro ha dichiarato: “E’naturale prolungare tale periodo; si deve pensare anche a questo aspetto fondamentale del vivere quotidiano.”

D’Alessandro si augura che le autorità e il governo Berlusconi diano “sempre più importanza alle condizioni di vita degli sfollati, che sono ancora in evidente difficoltà” e meno rilevanza agli “spot elettorali che si possono evincere dalle immagini dell’Aquila, che spesso appaiono sulle televisioni di Berlusconi”.

giovedì 17 dicembre 2009

In Abruzzo settore forestale in crisi, parla la Del Fallo



La vice responsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Serve maggiore attenzione per tutelare l’ambiente e la potenzialità occupazionale che il settore può garantire”





Aquila – “E’ inquietante che una regione, concepita come uno dei polmoni verdi dell’Italia risenta di una situazione così drammatica per la scarsa ricezione di fondi nel settore”. Queste le parole della vice responsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti, Barbara Del Fallo, circa l’allarme lanciato da Moreno D'Anastasio, segretario generale della Uila-Uil (Unione Italiana Lavoratori Agroalimentari) sullo stallo delle risorse economiche destinate al settore forestale.



Negli ultimi tre anni si sono infatti persi oltre mille posti di lavoro e molti altri potrebbero aggiungersi se l’Abruzzo non si doterà di una nuova legge regionale di riordino del settore. “La tutela ambientale e naturale attraverso il corpo forestale è prioritaria per preservare la ricchezza paesaggistica della zona – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. Serve un intervento incisivo delle autorità competenti, sia nella gestione locale del settore sia attraverso l’uso di fondi nazionali ed europei che devono essere sbloccati con un certa incisività”.


Il rischio è di veder scomparire come attività economica il settore forestale e vivaistico della regione. Si chiede dunque di rendere operativo il progetto di legge regionale per rilanciare la forestazione abruzzese, snellendo, nel contempo, la prassi burocratica legata ai bandi. “Non serve una gestione debole e remissiva. Piuttosto – conclude la del Fallo - sapersi esporsi e creare le condizioni economiche per valorizzare una regione che, con le sue riserve e il Parco Nazionale, merita senza dubbio maggiore attenzione, soprattutto dopo le vicende accadute nei mesi scorsi”.

giovedì 10 dicembre 2009

Disattesi gli impegni governativi in Abruzzo, il commento della Del Fallo


La viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti: “Le istituzioni avrebbero dovuto mobilitarsi prima e denunciare situazioni poco chiare”

Roma – “Che le promesse e gli impegni del Governo in Abruzzo siano stati disattesi, non è certamente una novità. Gli alloggi distribuiti, edificati soprattutto grazie all’intervento della Croce Rossa Italiana, non sono sufficienti e molte delle reali necessità della popolazione non sono state correttamente interpretate”. Questo il commento di Barbara Del Fallo, viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti, in merito alla mobilitazione permanente delle istituzioni, che rientrerà solamente quando il decreto per l’Aquila annunciato da Bertolaso, che dovrà contenere coperture finanziarie per la Regione, diventerà una realtà.
“Casi eclatanti di disagio non sono stati trattati dalla cronaca per non incidere negativamente sull’immagine del Governo”- prosegue l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro. “Le istituzioni, che avevano il dovere di denunciare situazioni poco chiare e porre i politici nazionali nelle condizioni di garantire provvedimenti certi per fronteggiare le esigenze della popolazione, hanno invece permesso che l’attenzione si spostasse su falsi interventi governativi, avallando una vera e propria operazione mediatica. Considerare il terremoto una catastrofe naturale significa sollevare le parti da quelle che sono invece loro responsabilità ben precise”.

lunedì 7 dicembre 2009

Crack sanità in Abruzzo, l’opinione della Del Fallo


La viceresponsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Cause da ricercare nello scandalo Sanitopoli






L’Aquila - “Già la vicenda Sanitopoli, ben prima del terremoto, aveva messo in grave crisi il sistema sanitario regionale. La chiusura della clinica Villa Pini, la più prestigiosa d’Abruzzo, ha contribuito in maniera determinante al declino delle strutture ospedaliere locali. I cittadini delle altre regioni hanno preferito recarsi altrove per le loro cure mediche. Auspichiamo quindi, che le risorse messe a disposizione dal governo per la ricostruzione della Regione siano in gran parte destinate al risolleva mento della sanità abruzzese”. Queste le dichiarazioni rilasciate da Barbara Del Fallo, viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti, in merito al buco di 60 milioni delle Asl locali. Le strutture sanitarie devono affrontare i costi di tutti quei cittadini residenti, che a seguito dell’emergenza post terremoto si sono recati in ospedali di altre regioni. Inoltre, dal prossimo anno la Regione dovrà ottemperare al piano di rientro, versando nelle casse dello Stato 150 milioni l’anno.



Luigino Smiroldo, viceresponsabile per la Sanità dell’Italia dei Diritti, punta l’indice nei confronti della politica del governo: “Lo Stato con una mano dà e con l’altra toglie – sentenzia l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - Questa vicenda è una doppia beffa per la regione Abruzzo. È impensabile che sulla Regione gravino i costi dei residenti che vanno a curarsi nelle regioni limitrofe. Ed è ancora più sconcertante che l’Abruzzo, già duramente martoriato, dovrà far fronte al piano di rientro imposto dal governo. Chiedo che il debito sia immediatamente azzerato”.

giovedì 26 novembre 2009

Appalti illeciti e corruzione in Abruzzo, la Del Fallo chiede rigore




La viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti: “Molti gli illeciti condotti nella ricostruzione post terremoto. Chi ha sbagliato deve pagare”



L'Aquila – “La vicenda della ricostruzione mostra chiaramente la compenetrazione tra potere politico, mondo imprenditoriale e magistratura locale che dovrebbe essere forse più attenta a cogliere le responsabilità soggettive che il 6 aprile scorso hanno causato una tragedia immane, non trattandosi solo di una calamità naturale ma di edifici costruiti maldestramente e caduti in seguito al sisma”. Questo lo sfogo della viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti, Barbara Del Fallo, circa la notizia del coinvolgimento nell'indagine Ground Zero dell’assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni, indagato per corruzione nell'ambito della ricostruzione post terremoto.



L’inchiesta, che ha già portato in carcere Italo Mileti (ex assessore regionale al lavoro di Forza Italia), e Claudio D’Alesio (amministratore delegato della Fira Servizi), ha colpito anche l'ex manager dell'Asl dell'Aquila Roberto Marzetti, il funzionario regionale Mancinelli e gli imprenditori Alido Venturi e Enrico Tessitore. Per il gip di Pescara è plausibile parlare di un gruppo di lobbisti «spregiudicati» capace di pilotare un bando regionale per aggiudicarsi un appalto da 10-12 milioni nell’ambito della ricostruzione, con il bene placito dell’assessore Venturoni. “Questa notizia sembra quasi una farsa che mostra una parvenza di legalità che – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - in realtà non esiste. Troppi, dopo il sisma, gli episodi illegali vicini a questo genere di reati, privilegiando alcuni appalti piuttosto che altri”.



Venturoni intanto ribadisce di non avere ancora ricevuto un avviso di garanzia, si difende dalle accuse e definisce lo scandalo che lo ha coinvolto un grande “equivoco”. “Certi sbagli non sono più permessi – continua la Del Falloe mi auguro che si agisca preventivamente piuttosto che piangere sul latte versato”. L’esponente del movimento nato a difesa e tutela del cittadino sottolinea anche la scarsa attenzione dei media locali e, di riflesso, degli organi nazionali nei confronti di quella lista di indagati emersa un mese fa e che faceva riferimento ad eventuali responsabili nella mal costruzione degli edifici crollati. “La lista è stata portata alla ribalta solo per una giornata e poi buttata nel dimenticatoio – precisa la viceresponsabile per l’Abruzzo – Non vorremmo si faccia la stessa cosa nei confronti dei nuovi responsabili inerenti alla costruzione degli edifici. A farne le spese per una seconda volta potrebbero essere i cittadini del comprensorio aquilano – conclude – che hanno pagato a caro prezzo l’incompetenza e l’assoluta assenza di professionalità e carente attenzione nei confronti della popolazione locale da parte dei soliti e ignoti politicanti di turno”.